Questa è la storia che ruota attorno a tre ragazzi di 11 anni che decidono di dare uno schiaffo al destino, alla ricerca della libertà.
Emma ,un'inguaribile ottimista, Norman, gentile ed altruista e Ray, freddo e calcolatore.
L'intrigo di un mondo demoniaco in cui gli umani sono la preda piuttosto che i cacciatori e come è arrivato a esserlo si intreccia perfettamente attraverso i primi volumi.
L' angoscia e la cupa atmosfera che permea ogni singolo anfratto dell'orfanotrofio (fattoria), è terrificante, spaventoso.
Sfortunatamente dopo il primo arco narrativo le atmosfere cambiano e il manga prende una direzione totalmente diversa, si lascia spazio all'esplorazione e all'avventura e infine, benchè in parte rimangono le strategie e i piani ben congeniati, inizia a tendere a toni sempre più action introducendo anche giochi di politica e di potere.
Dopo la fuga da Grace Field, i 15 bambini evasi si ritrovano in un mondo del tutto diverso da quello rappresentato nei libri, e piano piano si diramano i misteri e i primi dubbi: Chi è William Minerva? Cos'è questo mondo? Esistono umani liberi? Esistono demoni che non mangiano gli umani?
Successivamente i misteri trovano una risposta (i retroscena di Minerva, il clan Ratri, la natura dei demoni, la promessa e molto altro) e il delicato equilibrio narrativo dei precedenti capitoli si perde.
Più precisamente è come la storia si svolge nel rispondere a tutti questi misteri che non è appagante.
Il tutto va avanti fino al finale con scontati colpi di scena in cui ne escono vittoriosi la convenienza spicciola e la pigrizia.
Certo il primo arco narrativo è stato quasi perfetto ed è difficile raggiungere lo stesso standard due volte ma il finale sembra qualcosa scritto di fretta, pochi capitoli nel mondo umano a risolvere l'arco narrativo della perdita di memoria di Emma con poche pagine dedicate al ricongiungimento dei ragazzi con quest'ultima.
L'arco narrativo di Goldy Pond funziona, la componente narrativa e i ritmi tengono incollato il lettore, le strategie e l'action si mescolano perfettamente così come funzionano meglio i capitoli dedicati alla redenzione di Isabella.
Più la storia va avanti e più Ray e Norman sembrano non esistere più con Emma che finisce per diventare il protagonista indiscusso dell'opera con il suo talk no justu.
Infatti il bilanciamento tra i tre del primo arco narrativo si perde.
Emma e Il suo ottimismo e i suoi ideali, il voler salvare tutti anche i demoni diventano il centro della trama.
Certo Musica e Senju avevano la chiave per liberare i demoni dal bisogno di carne umane, convenientissimo ma se Emma si fosse sbagliata? se non ci fosse un modo per i demoni di evitare di essere i predatori degli umani? Cosa succede quando gli ideali falliscono?
Mi sarebbe piaciuto vedere ad un certo punto un fallimento nelle scelte pacifiste di Emma, è vero il messaggio di bontà e perdono è prezioso, ma forse tutto ciò avrebbe reso la storia più dinamica, un'evoluzione del personaggio sotto questo punto di vista sarebbe stato fantastico ed avrebbe portato ad un finale con una più profonda comprensione del destino qualunque esso sia.
Dopotutto parte dell'intrigo e dell'orrore dall'inizio era vedere come questo mondo orribile e fantastico avrebbe permesso agli umani di essere liberi quando non erano altro che cibo essenziale per i demoni, tutto questo viene risolto in mezzo capitolo, 10 pagine al massimo. La fuga di Norman dallo stabilimento Lamba risolto con poche scene e spiegazioni.
Funzionano invece i personaggi di Lucas e Yugo figure chiave dell'arco narrativo di Goldy Pond.
La qualità dell' opera inizia a calare sensibilmente dopo il timeskip in questo modo, Shirai, nonostante sia riuscito a far tornare quasi tutto, sembra velocizzare troppo inficiando la qualità dell'opera.
Resta comunque a parer mio una storia interessante e che vale la pena leggere, almeno per i primi archi narrativi.
6.5 out of 7 users liked this review