

L’anime dell’anno, finora.
Che dire: mi sono completamente perso Odd Taxi quando uscì nella stagione primaverile, e non per distrazione. Scelsi proprio di non guardarlo, pensando: “Sarà il solito anime coi furry.” Mai errore fu più grande. Odd Taxi è, sotto ogni punto di vista, uno dei migliori anime che abbia visto quest’anno. Ma per spiegarlo bene, è giusto dividerne l’analisi per sezioni. (Niente spoiler, promesso.)
STORIA
La forza principale di Odd Taxi è la sua trama.
Ci troviamo di fronte a un intreccio di eventi apparentemente scollegati tra loro, ma tutti legati da un filo conduttore: la criminalità. È una storia di crimine, corruzione e giochi di potere, che ruota attorno a due membri di un’organizzazione mafiosa giapponese, i cui affari si intrecciano con un ampio cast di personaggi.
Dal punto di vista dello storytelling, l’opera ricorda molto Durarara!!, altro anime corale dove un grande numero di protagonisti vive vicende diverse ma connesse da un unico filo logico. Tuttavia, se in Durarara!! il paranormale si inseriva (per quanto abilmente) in un contesto realistico, in Odd Taxi tutto rimane perfettamente terreno. È una storia credibile, ancorata alla realtà urbana e ai suoi meccanismi sociali.
Se amate il genere poliziesco, troverete un intreccio orchestrato con precisione chirurgica: 13 episodi che scorrono via senza un momento morto, tenendo sempre alta la tensione.
PERSONAGGI
Come in Durarara!!, anche qui la solidità del racconto si regge su un cast di personaggi eccezionalmente ben scritti. In soli tredici episodi, Odd Taxi riesce a raccontare un mosaico di vite complesse e autentiche.
Il protagonista, Odokawa, può sembrare a prima vista un archetipo (l’uomo apatico, disilluso, senza ambizioni) ma in realtà è uno dei protagonisti più interessanti mai visti in un anime recente. La storia è narrata interamente dal suo punto di vista, quello di un tassista qualunque che si ritrova coinvolto, suo malgrado, in un vortice di eventi criminali. Dietro la sua calma apparente si nasconde un’intelligenza acuta e una capacità di lettura del mondo che lo rendono un osservatore straordinario.
Odokawa è il perno su cui ruotano tutti i rapporti e le storie del cast: non muove le pedine come Izaya in Durarara!!, ma diventa, quasi suo malgrado, il punto di convergenza di tutte le vite che incrociano il suo taxi.
E che cast: ogni personaggio ha una sua storia credibile, dolorosamente reale.
C’è la ragazza che, per disperazione economica, finisce nelle mani della yakuza; il mafioso dal senso distorto ma sincero di giustizia; il giovane distrutto dalla dipendenza; l’uomo di mezza età incastrato da un’app di incontri… e molti altri ancora. Tutti diversi, tutti coerenti, tutti incredibilmente umani.
E Odokawa, semplicemente facendo il suo lavoro, finisce per diventare il catalizzatore delle loro vite, la chiave inconsapevole che mette ordine nel caos.
COMPARTO TECNICO
Visivamente Odd Taxi colpisce per la sua unicità stilistica. I disegni sono essenziali ma distintivi: ogni personaggio, anche secondario, è immediatamente riconoscibile. Le animazioni non sono spettacolari, e non devono esserlo. Non aspettatevi i virtuosismi di MAPPA o Ufotable; qui l’obiettivo non è stupire, ma raccontare.
Dove la serie eccelle davvero è nel comparto sonoro. La opening è perfettamente calibrata: una melodia “lowkey”, intima e malinconica, che cattura subito l’atmosfera della città e il tono dell’intera opera. Visivamente, mostra i personaggi principali susseguirsi con un ritmo fluido, coerente con la regia minimale ma curata.
Anche le OST mantengono questa linea: discrete ma perfette per ogni situazione, capaci di dare ritmo e profondità emotiva alle scene. È un lavoro sonoro di altissimo livello, che può ricordare Great Pretender per l’attenzione maniacale alle scelte musicali e per l’eleganza del mix tra jazz, blues e accenti elettronici.
CONCLUSIONE
Odd Taxi è una gemma rara: un anime che dimostra come la semplicità visiva possa andare di pari passo con una scrittura magistrale. È un noir moderno, intelligente e sorprendentemente realistico, capace di fondere dramma, ironia e critica sociale con un equilibrio impeccabile.
Senza esagerazioni: finora, è davvero l’anime dell’anno.
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