
Il pregiudizio nelle fasi precedenti all'approccio di quest'opera è assodato: prima sicuramente non sapevo, non sapevamo il motivo, ma quando l'anime è stato completato (di forma legale per una volta), almeno un tassello del puzzle in più si aggiunge a quel raccapricciante 2000 pezzi trovato nello scantinato. Se quest'anime dovesse trovare un paragone, il puzzle ci andrebbe anche bene, oltremodo un puzzle storto è incompleto, con qualche tassello rotto a furia di esser stato incastrato con pezzi non corrispondenti a quello, un puzzle concepito per giovani adulti, da alcune centinaia di pezzi, ma svolto da un bambino, incompetente e impaziente.
Ragionando su questa divagazione potremmo fare un collegamento: pensiamo al puzzle come si era detto come al prodotto finito, al bambino come ai produttori, ai tasselli rotti come a ogni singola lacuna dell'anime: in breve, questo è un anime non finito, con una storia molto sintetizzata solo per spaziare argomenti e personaggi tra i quali alcuni sembrano inutili, con il difetto di non spiegare il plot più importante della storia: io mi terrò appunto legato al dito il fatto che Shiro non si sia mostrata per quella che è, una yandere schizzata che dalla metà della serie identifichiamo come Wretched Egg o l'uomo rosso, un super plot che avrebbe rinfrescato le parti finali dell'anime essendo lei la responsabile della morte dell'intera classe di Ganta (un plot che probabilmente avrebbero risolto con "okei Shiro...anyway"), soffermandomi da un altro lato sull'aspetto trash, che viene composto da una innocenza nella scrittura e dall'abuso di sconquassamenti di corpi umani, posso dire che mi ha parzialmente preso, anche per un eccessiva quantità di personaggi etichetta (cattivo/pazzo/ingenuo/ingenuo ma pazzo), resi in modo macchiavellico per intendere un certo senso di tossicità e follia all'interno del carcere, elemento in cui si svolgono le vicende, il bellissimo deadman wonderland, con una struttura a circo che avrebbe dovuto far divertire i turisti facendo morire i prigionieri (a volte nemmeno condannati a morte) con giochi all'altezza di squid game o un qualsiasi survival horror sotto oppioidi.

la citazione ad arancia meccanica usata a caso per ferire i miei sentimenti da fake-cinefilo
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Il motivo per cui ho detto all'inizio che questo è uno dei miei pochi guilty pleasure è dato dal fatto che dopo un inizio che non ho trovato interessante, ho avuto l'illusione di un espansione di quella suddetta lore del circo: tanti complotti, tanti personaggi, tante belle frasi; ma resta appunto un illusione, questo è un prologo per me, non presenta quindi nulla di chiaro, il protagonista Ganta non riesce ad avere un finale degno ne come personaggio shonen, che da inetto passa a diventare dominatore del sangue a tutto campo (alla fine riesce a fare una cosa figa ma non capiamo come ci riesce ne perché ci riesce anche Shiro) ne come personaggio che vuole riconciliarsi ed è in cerca di libertà, pare appunto aver accettato questa vita insieme ai suoi nuovi amici e Shiro l'omicida, che mi è sembrata un personaggio talmente vago e mal scritto, per quanto potenzialmente intrigante. Poi se devo parlare del miglior personaggio credo che Senji meriti questa posizione, anche se come ogni comprimario, resta molto annebbiata la sua caratterizzazione e per quanto sia bello creare un aria misteriosa, ogni tanto sapere un pò di più semplifica la nostra empatia verso un personaggio, e qui l'empatia non si può provare a meno che non viene confusa con la compassione, quella che sentiamo ogni volta che quell'imbecille di un Ganta deve far capire a tutti quanto è insignificante e debole o quando quel buono d'animo di Nagi impazzisce del tutto perché si ricorda che sua moglie è deceduta, ma poi dopo aver sterminato ogni forma di vita dentro una stanza capisce che comunque dentro il circo ha trovato un amica da difendere: qui la compassione la provi per gli sceneggiatori, e per carità, non sempre ci sono brutti dialoghi, o meglio, monologhi: le motivazioni che spingono alcuni personaggi a compiere determinati gesti sono okei (altri semplicemente non lo scopriremo mai perché si sono ridotti così), Ganta all'inizio per esempio manifestava un senso di colpa sottile nei confronti dei suoi compagni e doveva ripeterselo di non essere colpevole per non dimenticare la sua innocenza, poi però personaggi come il villain Tamaki sono solo dei bastardi edgelord in cerca di casini, ma per quale motivo?. Nell'ambito visivo i disegni simil-eureka seven sono buoni alle volte, poi ci sono fish-eye pazzerelli e la magia finisce, ma in generale non si tratta di una brutta scelta stilistica e la regia funziona, anche se in un luogo così buio e poco strutturato come l'interno del circo fare una buona animazione nei combattimenti è il minimo sindacale.
Il difetto principale di Deadman Wonderland quindi per farla breve è l'assurdità con cui la sceneggiatura deve farci bere delle cose; la sospensione dell'incredulità viene rotta costantemente e io mi sono sentito stupido guardando questo anime, ma tralasciando questo e rimanendo nel chilling citando un saggio, può essere un ottimo anime da guardare in compagnia e da perculare nel mentre, non lo consiglio per chi cerca un horror serio, ma se volete del gore "censurato benino" e non con i fasci divini, dategli un occhiata.
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