Ancora non ho capito perché ho visto questo anime, forse per essere affiliato allo studio che più apprezzo attualmente, ovvero bones, ma qualcosa mi dice che già sapevo a cosa sarei andato incontro e che mi sarebbe piaciuto nonostante tutto, ciò mi ha portato a vedere questi dodici episodi co-diretti dalla mente di code geass e sviluppati su una storia di amore verso lo skateboarding, come un normale anime sportivo.
Ci sono due personaggi principali forzatamente già legati dal primo episodio perché a Langa, quello più timido, cade uno skate addosso e se ne incuriosisce e Reki, il veterano skater lo inserirà in questo mondo aiutandolo in ogni circostanza.

I presupposti sono giustificabili dal fatto che almeno poi la serie a parte questa stupida apertura comincia a ingranare, ed in effetti cosi accade: dopo un primo episodio un po' banalotto e scialbo l'anime si espande facendoci conoscere i personaggi e le loro vite fuori dalla S, una competizione clandestina molto pericolosa e in pratica il fulcro della prima metà dell'anime, tutti i personaggi, da Miya a Joe, fino al villain Adam, sono godibili sia esteticamente che caratterialmente, e anche se la loro psicologia viene affrontata un po' in superficie ci sta, perché non è quello il centro dell'anime bensì l'amore per uno sport troppo rischioso e troppo sottovalutato, parafrasando ciò che si dice nell'anime, l'obiettivo di uno skater non è la gloria ma il divertimento, un messaggio di una semplicità quasi mielosa e disneyana ma pur sempre vera in fondo, non bisogna far qualcosa con l'idea iniziale di dover essere i migliori nel farla, perché con questa mentalità non ci saranno mai progressi.

A parte ciò ci sono molti tasti premuti nei momenti giusti come la caduta di Reki che secondo me ha senso ma ha intorpidito l'omogeneità iniziale della serie, più attenta su di lui che sugli altri personaggi, rovinando un po' l'intesa con Langa, incapace di leggergli un minimo il corpo e capace solo di peggiorare il suo stato mentale (quei momenti erano un po' imbarazzanti). Miya invece sembra dover essere il bambino forte fuori che però è insicuro e debole dentro, soprattutto per mancanza di fiducia ritrovata nelle gare dell'S con i protagonisti della storia, una evoluzione meno pressante per la trama che mi ha comunque emozionato.
L'episodio "filler", il 6 episodio che risuonerà come il solito episodio al mare non è cosi brutto e insensato se non per il plot finale che semplicemente non risolve la situazione inquietante che si è creata nell'episodio, ci sono state molestie e non ne possono uscire con "popolo strano scaccia gli spiriti dell'isola" è un discorso quasi razzista, che palle.

Parlando di una scelta nelle fasi finali non ho molto apprezzato lo scontro tra Reki e Adam nel torneo finale indetto da quest'ultimo, c'è stato un palese depotenziamento di Adam ho mi sbaglio?, com'è possibile che vinca di poco con quello che si auto-proclama l'anello debole, sbaglio ho è assolutamente inammissibile?, poi comprendo il significato dietro quella gara ma non c'è stato nessun allenamento o progredimento, solo una lotta psicologica "vinta", non è un bel messaggio dire che basta questo per realizzare l'impossibile, io sarei già a vivere da minorenne quale sono negli stati uniti con 2 fighe in una bella casa con piscina all'aperto, ma non funziona così, ed è assurdo per questo motivo, l'anime ha proprio questo come difetto principale, cerca di mandare messaggi positivi, ma lo fa dal mio punto di vista nel modo più ingenuo e stupido possibile, e non sto dicendo che allora è brutto, perché l'anime è davvero molto divertente, mi spiace solo che ci siano queste incomprensioni e per l'appunto, ingenuità.
Tecnicamente l'anime non raggiunge livelli trascendentali ma si regge comunque bene con una cgi nelle gare non troppo moleste e momenti climax creati anche grazie all'ottima estetica dei personaggi, soprattutto Joe e le sue trovate in gara sono incredibili e i suoi muscoli sono realizzati molto bene, un plauso anche all'op impossibile da skippare e a quello che si può definire comparto gag nell'anime, molto simpatico e non troppo pesante.
In linea di massima quindi un anime leggero e impreciso, che sa regalare emozioni e che in un certo qual modo sa introdurti ad una cultura molto più interessante di come viene descritta qua, ma il risultato è pregevole e sicuramente meriterebbe una seconda stagione, per concludere giusto quello che qui ha solo aperto.
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