

È innegabile che Inio Asano abbia segnato la storia della narrativa giapponese del 2000. Con opere come What a Wonderful World, Solanin, Buonanotte PunPun e, infine, questo autentico gioiello, ha saputo raccontare il disagio di un'intera generazione. Dead Dead Demon's Dededede Destruction è un'opera rara nel panorama contemporaneo, capace di strappare un sorriso sin dai primi minuti, ma essendo al tempo stesso profondamente incisiva. Parla ai giovani adulti giapponesi, vittime collaterali di una società segnata da scelte politiche ed economiche che hanno portato il paese sull’orlo del collasso. Ora, spetta a loro portare il peso di questa pressione sociopolitica, un fardello che non sempre si riesce a sostenere.
Ma diamo qualche dato per capire di cosa si sta parlando: la bolla speculativa giapponese degli anni '80 fu un periodo di crescita economica incontrollata, alimentata da investimenti azzardati e un'espansione eccessiva del credito. Le banche concessero prestiti facili, facendo schizzare alle stelle il valore degli immobili e delle azioni. Le grandi aziende giapponesi investirono pesantemente, convinte che i prezzi sarebbero saliti all'infinito. Nel 1991, la bolla esplose: il mercato azionario crollò e il valore degli immobili si sgretolò, lasciando il sistema finanziario in crisi. Molte banche si trovarono con prestiti inesigibili, innescando una lunga fase di stagnazione economica nota come il "decennio perduto". Il governo tentò di salvare l’economia con interventi fiscali e tassi d’interesse bassissimi, ma la crescita rimase debole. Ancora oggi, il Giappone ne subisce le conseguenze, con una popolazione invecchiata e un debito pubblico altissimo. Per questo i giovani non vedono futuro nel paese del Sol Levante, e Asano, uno di questi, decide di parlare della sua sensazione del periodo post scoppio della bolla.
__Dead Dead Demon's Dededede Destruction è una storia che mescola fantascienza e critica sociale. Ambientata in un Giappone alternativo, segue le vite di Koyama Kadode e Nakagawa "Ontan" Oran, due studentesse liceali che affrontano la quotidianità in un mondo segnato dall'invasione di misteriosi UFO. Nonostante la presenza costante delle astronavi aliene, la società giapponese sembra essersi adattata, tra propaganda politica e conflitti militari. Mentre le due ragazze crescono, si trovano a confrontarsi con le ansie dell’età adulta e il peso di una realtà sempre più distorta.
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Nell’anime, Kadode e Oran incarnano perfettamente il giovane giapponese medio: intrappolato in un sistema al quale non contribuisce direttamente, ma da cui non può sottrarsi, costretto a muoversi entro i confini imposti dalla società. Vivono all’ombra di un’economia stagnante e di una classe politica incapace di offrire certezze o soluzioni. Oran, influenzata dal suo eccentrico fratello, reagisce abbracciando un marxismo populista e ribelle, mentre Kadode sceglie l’apatia politica, concentrandosi solo sul tentativo di vivere al meglio la sua nuova vita da giovane adulta.
Ma ignorare le domande sul proprio futuro è impossibile, soprattutto quando quel futuro potrebbe letteralmente svanire da un giorno all’altro. L’anime esplora magistralmente questa tensione, rendendola palpabile nei momenti più intimi tra i personaggi, ed è proprio qui che risiede la sua forza: mentre la classe politica parla di società, esclusione e collettività, Asano sembra suggerirci che la vera risposta ai problemi si trovi nel nostro privato, nel valore dei legami umani, nel tenersi per mano e fare, nel nostro piccolo, il possibile per noi stessi.
I temi affrontati da Asano sono innumerevoli: critica il militarismo incontrollato e la conseguente normalizzazione della catastrofe, denunciando come la guerra e la violenza possano diventare parte della quotidianità senza più suscitare indignazione. Smonta il potere dei media, capaci di manipolare la realtà e di plasmare l'opinione pubblica a loro piacimento. Affronta il razzismo e l'esclusione, mostrando una società spaventata dal diverso, ma al tempo stesso racconta il risveglio di una minoranza che rifiuta di sottomettersi al controllo di uno stato che non li rappresenta.
Tutto questo trova un simbolo potente nell'immagine finale dell’episodio 16: un soldato che tende la mano a un “invasore”, colui che fino a poco prima era stato indicato come il nemico assoluto. Un gesto semplice, ma carico di significato, che ribalta la narrazione imposta dall’alto e apre uno spiraglio di umanità in un mondo sull’orlo del collasso.
Peccato per un ultimo episodio che si discosta dal resto della serie, risultando quasi estraneo al racconto, con un tono e uno sviluppo inaspettati. Tuttavia, rimane realizzato con la stessa finezza che contraddistingue l’intera produzione, arricchita da continue citazioni visive a film e anime iconici. L’attenzione ai dettagli si riflette nella qualità delle animazioni e dei disegni, sempre curati con grande precisione. Un plauso speciale va alla colonna sonora, semplicemente magistrale, capace di esaltare ogni momento con un’intensità rara.
Per concludere vorrei citare Marx con una frase che mi sembra emblematica: “Non è libero un popolo che ne opprime un altro.” Dead Dead Demon's Dededede Destruction è un'opera straordinaria che va oltre i confini del mondo anime, capace di rappresentare con lucidità la modernità e una generazione sospesa sul filo del rasoio, sempre più vicina al baratro ogni giorno che passa.
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