
Non pensavo che un film animato coreano potesse emozionarmi così, mi ha anche stregato e persino fatto provare un brivido di piacere, tutto in un’ora e mezza.
Parto dalla grafica, che è davvero spettacolare. Molto in stile Shinkai, ma con un accostamento tra animazione 2D e 3D semplicemente incredibile: i due stili si armonizzano benissimo e non si disturbano affatto. Anzi, grazie al 3D si riescono a creare effetti visivi, giochi di prospettiva e scelte fotografiche davvero incredibili. Mi stupivo continuamente per la bellezza di questo film, con transizioni curate e un'attenzione al dettaglio altissima, tra le più alte che abbia mai visto.
La regia è pazzesca, piena di piccole chicche narrative che collegano ciò che viene detto all'inizio con ciò che accade alla fine (i walkman ne sono l’esempio più chiaro). La storia è ben narrata, con una fotografia che dire "studiata" è poco: i campi e controcampi sono spettacolari. Una delle scene più belle è quella del decollo del razzo, in cui lei passa dall’avere gli occhi chiusi ad aprirli mentre osserva la sua lacrima che riflette la Terra. Davvero potente.
Le musiche e le colonne sonore sono belle: non mi sono rimaste in mente come quelle di Shinkai, forse anche perché non ascolto spesso canzoni coreane, ma nel complesso funzionano e accompagnano bene la narrazione.
L’atmosfera iniziale è quella di una quotidianità calma, anche se immersa in una città frenetica. Resta così finché non entra in scena il secondo protagonista, che insieme alla protagonista regala momenti davvero belli, dolci e realistici. Si percepisce bene come da una conoscenza casuale si possa arrivare all’innamorarsi, con delle scene TOP, naturali e spontanee.
Ma questa atmosfera non è fatta per durare: nel film è anche presente un’ansia legata al trauma della protagonista, segnata dalla perdita della madre. Questo lato più emotivo mi ha permesso di immedesimarmi molto in lei.
L’ultima parte è quella più tesa: lui deve affrontare le sue paure e insicurezze nel cantare davanti a molte persone, mentre lei rischia la vita in totale solitudine su un pianeta ostile, senza ossigeno e senza nessuno accanto.
E infine arriva il momento più motivazionale, con un bel messaggio e un lieto fine che chiude la storia in modo soddisfacente.
Ovviamente, non è un’opera perfetta e capisco che non possa piacere a tutti. Ma ha centrato in pieno le mie corde. Certo, ci sono piccoli difetti, anche sul piano tecnico-scientifico: ad esempio, quando lei entra nel laboratorio abbandonato, manca una seconda porta per la camera di decompressione; oppure sulla latenza della comunicazione tra i due protagonisti, che teoricamente dovrebbe andare da un minimo di 5 a un massimo di 21 minuti (e che nel film viene anche accennato). Ma posso comprendere che, per esigenze narrative e di ritmo, si sia scelto di non mostrarli.
Avrei forse voluto anche un finale che mostrasse un salto temporale maggiore, non solo l’immediato. Ma anche così mi va più che bene, visto che è comunque un finale più chiuso rispetto a quelli tipici di Shinkai.
In generale, consiglio questo film senza esitazioni: sia a chi ama il romance puro, sia a chi vuole sperimentare qualcosa di diverso, ambientato in un futuro (anche se è nel 2026) che sembra molto più avanzato grazie alle tecnologie mostrate. È una storia di due persone imperfette, con i propri difetti e insicurezze, che grazie al sostegno reciproco e alla crescita personale riescono a superare tutto e andare avanti verso un futuro migliore.
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