

Un anime molto dolce in tutti i sensi.
Le aspettative su The Fragrant Flower Blooms With Dignity erano alte, visto quanto se ne è parlato bene, e posso dire che nel mio caso non sono rimasto deluso. Non è un capolavoro e non porta nulla di rivoluzionario, in termini di trama siamo davanti a una storia scolastica piuttosto classica, che all'inizio pensavo essere come una sorta di Romeo e Giulietta moderno, ma che in realtà non lo è fino in fondo. Quello che distingue quest’anime non è la novità, bensì il modo in cui i personaggi vengono scritti e raccontati, con una delicatezza che riesce a trasmettere dolcezza e leggerezza allo spettatore, senza però dimenticare fragilità, difficoltà e piccoli drammi quotidiani.
Una delle cose che ho apprezzato di più è che non sono solo i due protagonisti a muovere la trama, ma anche gli amici che hanno intorno. Tutti hanno un ruolo attivo, nessuno resta sullo sfondo a fare da comparsa, e questo contribuisce a dare spessore all’opera. Alcuni personaggi addirittura mi hanno portato a speculare sul loro passato, che non sempre viene svelato fino in fondo: pensiamo a Subaru, l’amica di Kaoruko, il cui passato viene approfondito a sufficienza, mentre altri restano più avvolti nel mistero. Rintarou, invece, riceve un bellissimo focus nell’episodio 9, dove il suo passato viene narrato con cura e con una regia davvero efficace. Per Kaoruko, invece, non c’è quasi nulla di esplicito: si intuisce che abbia vissuto momenti difficili, ma lei riesce a trasmettere solo luce, riuscendo ad amare e innamorarsi nel modo più semplice e puro che ci sia. Questo contrasto mi è piaciuto, perché rende il suo personaggio ancora più interessante senza bisogno di spiegazioni pesanti.
Tecnicamente l’anime si colloca tra il medio/alto e l’alto, con una qualità costante in tutti gli episodi. La grafica è curata e la resa visiva trasmette bene le emozioni dei personaggi. Le musiche meritano una menzione speciale: non solo accompagnano bene le scene, ma la ending in particolare è una delle più belle della stagione estiva, capace di rimanere impressa davvero a lungo.
Un difetto che non posso non sottolineare è l’abuso di flashback. Capisco la loro funzione nel manga, ma nell’anime diventano ridondanti, soprattutto quando ripropongono scene viste nell’episodio precedente. In certi momenti mi hanno infastidito perché hanno spezzato situazioni molto intense, togliendo forza a passaggi importanti. Personalmente li avrei tagliati quasi tutti, perché non aggiungono nulla e rischiano di stancare.
Sul fronte sentimentale, il romance è uno dei punti forti, anche se non lo definirei perfetto. È costruito con naturalezza, cresce passo dopo passo insieme ai personaggi, ed è proprio questa gradualità a renderlo credibile e genuino. Non è un amore accelerato, non è forzato, ma segue i tempi dei protagonisti, mostrando sia i loro progressi sia i loro blocchi. Forse proprio questa lentezza farà sì che ci vorranno almeno due o tre stagioni per arrivare a un vero e proprio climax con un bacio, ma nel frattempo lo spettatore viene accompagnato da tante piccole tappe dolci e sincere. La dichiarazione finale di Rintarou nell’episodio 13 è stata una sorpresa piacevole e un bel modo per concludere la stagione: una chiusura che lascia soddisfatti, ma allo stesso tempo apre nuove prospettive per il futuro.
In definitiva, The Fragrant Flower Blooms With Dignity non lo considero un capolavoro, ma senza dubbio è una delle opere più dolci e ben scritte di quest’anno. È un anime che sa far sorridere e commuovere, che riesce a bilanciare leggerezza e profondità senza mai diventare pesante. Forse resterà un po’ nel limbo delle “buone opere non indimenticabili”, ma per chi ama le storie sentimentali ben curate, con protagonisti scritti con sincerità e un comparto tecnico valido, è una visione che vale sicuramente il tempo speso.
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